Da questo punto di Colobraro, paese definito da alcuni poeti come “la sentinella del Sinni”, si può ammirare un magico e fantastico panorama: a sud il Massiccio del Pollino, al confine con le Calabrie e a est il Mare Jonio, ovvero le terre di Puglia. Seguendo il fiume Sinni se ne ammira la confluenza con il Sarmento e il lago artificiale di Monte Cotugno; infine la stretta del fiume, il punto più stretto del letto del fiume tra il colle di Colobraro e Monte Coppolo, con il suo percorso a forma di serpente, animale da cui deriva il nome Colobraro. Si può altresì ammirare la rupe di Colobraro, con la stradina a forma di serpente, che si inerpica da valle verso il paese. Su questa rupe, in un luogo inaccessibile denominato Timpa della Rocca, era posta, a vigilare sulla valle, una rocca di avvistamento e di difesa, pare infatti che il Sinni fosse navigabile e sia stato risalito anche dai Saraceni. In una grotta aperta nella roccia si pensa vi fosse il Santuario di Nostra Donna degli Schiavoni (analogo santuario tutt’ora visitabile e di ben maggiore importanza si trova a Praia a Mare). La Timpa della Rocca è visibile in basso per chi si affaccia al paramento murario e offre in visione resti di costruzioni in muratura e blocchi compatti di roccia che formano tra loro un unicum. Lungo il fiume Sinni sono stati ritrovati insediamenti greci risalenti al V secolo a.C. che illustri studiosi ritengono appartenessero alla città magno greca di Lagaria situata su una collinetta adiacente le sponde del fiume. Alcuni la collocherebbero proprio in territorio di Colobraro, in zona Sant’Antuono, su di una collinetta posta nelle vicinanze del lago di Monte Cotugno (lago visibile volgendosi verso ovest). L’INCANTESIMO dei luoghi lucani, portato alla luce a seguito della venuta a Colobraro dell’antropologo Ernesto de Martino, viene rievocato anche dal regista Luigi Di Gianni, il quale girò qui un affascinante mediometraggio che vede un masciaro, un contadino che praticava arti magiche, salire sulla RUPE di Colobraro ed effettuare un rituale magico, rivolto verso est al sorgere del sole, con le braccia alzate verso il cielo per benedire i luoghi e le terre di Lucania.
From this point of Colobraro, a village that some poets defined as "the Sentinel of the Sinni river", it is possible to admire a magic and fantastic landscape: to the south, the Pollino massif, on the border with Calabria, and to the east, towards Apulia, the Ionian Sea. In addition, following the Sinni river, it is possible to spot the point where it flows into the Sarmento river, the artificial lake of Monte Cotugno, and the Sinni’s narrowing (the narrowest point of the river bed, between the hill of Colobraro and Monte Coppolo), with its snake-shaped path that gives the village the name Colobraro, snake. From here, it is also possible to admire the cliff of Colobraro, with its snake-shaped road, slithering from the valley to the village. Here, in an inaccessible place called Timpa della Rocca, there used to be an observation and defense fortress. Some people say that the Sinni river used to be navigable and even sailed by the Saracens, and that in an open cave in the rock there used to be the Sanctuary dedicated to Our Lady of Schiavoni (a similar sanctuary, still open and of much greater importance, is located in Praia a Mare). Those looking from the wall above can spot TIMPA DELLA ROCCA at the bottom of the cliff. Some ruins of stonework buildings and compact rock blocks are also visible, which, together, form a unique structure. The Greek city of Lagaria Greek settlements dating back to the V century B.C. have been found along the river Sinni. Important experts believe that on a hill next to the banks of the river once stood the city of Lagaria. According to some of them, Lagaria was placed in the territory of Colobraro, in the Sant'Antuono area, on a hill nearby the Monte Cotugno lake, visible looking to the west. The SPELL of Lucania, revealed after the anthropologist Ernesto de Martino visited Colobraro, is also recalled by the director Luigi Di Gianni, who shot here a fascinating medium-length film. In the video, a masciaro, a peasant practicing witchcraft, climbs the cliff of Colobraro and performs a magic ritual at sunrise, turned to east, with his arms raised towards the sky to bless the places and lands of Lucania.
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